Giochi di potere all’interno della sinistra, sulla Mukki Latte.

giugno 18, 2008

dal sito della CGIL:

Mukkilatte, ora entrano in gioco anche le “correnti” della Margherita

I retroscena sull’operazione di salvataggio della Centrale del Latte. I timori dei sindacati

di Osvaldo Sabato sull’Unità 1/3/2007

PAGINATE sui nuovi assetti societari della Mukki latte. Polemiche incrociate e sotterranee, allusioni e altro. «Ora basta» tuona la Rsu della Centrale del
latte. «La vecchia proprietà ed i nuovi interessati siano seri e responsabili nel difendere i propri interessi» scrivono sempre i sindacati «ma lo siano di più nel cercare la rapida conclusione ad una vicenda che rischia di diventare la novella dello stento» concludono.

Il riferimento è al nuovo assetto azionario, che dovrebbe emergere dopo le intenzioni di Pistoia e Livorno di vendere le loro quote azionarie. Ma venderle a chi? Alla Provincia di Firenze sono state offerte queste quote e il presidente Matteo Renzi , non ha chiuso la porta in faccia all’operazione salvataggio.

Ma se per la Provincia pare che non ci siano problemi a mettere le mani sul pacchetto azionario del consorzio provinciale livornese (il 12%), lo stesso non si può dire per quello che è nella mani del comune di Pistoia (il 32,71%). In questo caso per Renzi si starebbero materializzando due problemi: la voglia di Pistoia di far cassa quanto è più possibile e la “freddezza” del vicesindaco di Pistoia Luca Iozzelli, della Margherita come Renzi, che non ha nessuna intenzione di far passare il giovane presidente della Provincia di Firenze come il salvatore della Mukkilatte. E qui entrano in gioco anche le variabili interne alle correnti della Margherita: Iozzelli è infatti un fedelissimo del segretario regionale Antonello Giacomelli (area Popolare), mentre Renzi è un rutelliano.

Veleni e sgambetti, che potrebbero saltare se, come chiede Pistoia, dovrebbe toccare a Fidi-Toscana il compito di far valutare le quote in suo possesso. Però sia Palazzo Vecchio, che la Provincia, vorrebbero che fosse invece un perito del Tribunale a fare questa operazione (è un perito oggettivo) dicono. Se così fosse la Provincia di Firenze si troverebbe a dover sborsare troppi soldi in più con riflessi preoccupanti e immediati sul suo bilancio. In questo scenario poi si inserisce il Comune di Firenze (proprietario del 55% delle azioni) che ha una carta importante da giocare: il conferimento alla Mukki del terreno della nuova centrale del latte.

Ma in questa fase sarebbe conveniente fare questo passaggio? Gli strateghi finanziari, stanno valutando tutte le ipotesi. Nell’attesa, Palazzo Vecchio vedrebbe favorevolmente l’ingresso della Provincia di Firenze perché in questo modo ci sarebbero ulteriori garanzie per gli interessi degli allevatori del Mugello. Quest’ultimi, inoltre, potrebbero creare una filiera con quelli di Siena e Grosseto, benedetta anche dalla Regione. Sarebbe un modo per dare ancora più forza al legame fra gli allevatori toscani e un’azienda che ha una forte connotazione territoriale. Anche i sindacati sarebbero d’accordo con questa nuova “mission” della Mukki. Naturalmente tutto ciò sarà possibile con la proprietà in mani pubbliche. Perché con i privati sarebbe un’altra storia. Insomma, si studiano diverse soluzioni per il futuro della centrale, che sicuramente avrà un nuovo presidente. Infatti pare che per il verde Franco Cervelin, il tempo sia ormai scaduto.

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Il Comune di Firenze sta svendendo le sue partecipazioni?

giugno 17, 2008

Da un articolo sul sito della CGIL, si intuisce come il comune di Firenze sia indebitato in maniera determinante per le grandi opere faraoniche ed inutili, ed inoltre per le scelte sbagliate di un amministrazione poco accorta ed assente dalla città.

Ecco il testo:

FINANZIARIA
Centrale latte Adf, Fiera, Sat Il Comune lascia le spa
Secondo Albini Mercafir non dovrà essere dismessa
MARZIO FATUCCHI su la Repubblica 22/10/2007

La Centrale del Latte è di nuovo sul mercato. E´ la nuova legge Finanziaria che obbliga Palazzo Vecchio a disfarsi della storica società messa in piedi da Giorgio La Pira. L´articolo 87 del disegno di legge impone agli enti locali di non creare, né «assumere o mantenere, direttamente o indirettamente» azioni di società «non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali». E produrre latte non lo è, secondo il sindaco Leonardo Domenici, come ha ripetuto più volte prima e dopo la fallita privatizzazione del 2003 (doveva entrare Parmalat, poi sfumò tutto): «Non credo sia compito di un Comune produrre latte, mozzarelle e yogurt». Ma non è la sola spa da dismettere: via le quote in Adf e Sat, non è compito del Comune organizzare il trasporto aereo. Pure Firenze Fiera: non rientra tra gli scopi di Palazzo Vecchio organizzare congressi e esposizioni. In dubbio anche Afam, non è più compito dei Comuni vendere farmaci come organizzare il commercio all´ingrosso: via anche la Mercafir. E con le quote delle spa, salta per Palazzo Vecchio la possibilità di indicarne i Cda: presidenti, membri e sindaci revisori.

«Lo sapevamo, stiamo cercando di interpretare il testo» risponde l´assessore alle aziende partecipate Tea Albini. Pochi dubbi sulla Centrale, «al 90 per cento rientra tra quelle da vendere», Albini si dice incerta sulle altre: «Adf e Sat sembrerebbero fuori, ma sono quotate in borsa, forse ci sarà una salvaguardia. Afam ha una relazione con la Società della salute. Firenze Fiera? Il sistema fieristico serve per valorizzare la città». Giudizi da ricercare nelle pieghe degli statuti delle aziende. La Mercafir invece per Albini è salva: «Gestisce anche l´area mercatale, di competenza pubblica». E´ certo l´addio per le quote (simboliche) di Banca Etica. Ma l´obbligo di vendere entro 18 mesi è una iattura, per Albini: «Quando uno è costretto a vendere, la fa in condizioni peggiori». Un problema anche per la Cgil: «Siamo preoccupati per le possibili ripercussioni negative sui lavoratori» dice il segretario della Camera del lavoro di Firenze, Mauro Fuso. E così, dopo che il capitale della Centrale è salito a 30 milioni di euro e sembrava sfumato l´ingresso della Provincia, si riapre il capitolo privatizzazione della Mukki, che ha provocato scontri pesantissimi in maggioranza.


Il Partito Democratico cade in Provincia sulla Mukki Latte

giugno 16, 2008
Firenze dal blog Gonews

La sinistra radicale mette in crisi la maggioranza: quattro comunicati politici
09/06/2008 – 17:02

Nel consiglio provinciale il Partito Democratico resta in minoranza e non viene approvato un documento sulla Centrale del Latte Mukki di Firenze. È accaduto questa mattina, dopo che tutta la sinistra radicale si è schierata contro il testo del Pd.
Di seguito quattro comunicati stampa: uno di Sinistra Democratica e Comunisti Italiani (che fanno parte della maggioranza ma hanno votato contro), uno di Rifondazione e Comunisti Italiani, un testo di Forza Italia, Udc e Alleanza Nazionale e infine la dichiarazione del capogruppo del Partito Democratico, Riccardo Gori.

“Questa mattina in un Consiglio Provinciale straordinario richiesto dalle opposizioni si è discusso della questione della Centrale del Latte.

Secondo i due partiti della sinistra facenti parte della maggioranza (Sinistra Democratica e P.D.C.I) nella discussione si è verificata una diversità sostanziale di vedute sulla prospettiva strategica di questa Azienda; infatti Comunisti Italiani e Sinistra Democratica avevano all’inizio sottoscritto assieme dal P.D. una mozione in cui tornava ad impegnare la Giunta al rispetto di quanto deliberato in data 12 aprile 2007.

Mozione che indicava alla Giunta passaggi politici chiari da intraprendere quali:

‘Valorizzare la zootecnia provinciale dando attuazione al Piano di sviluppo rurale regionale che individua tra le azioni fondamentali la realizzazione di un polo agro-alimentare del latte toscano;

rendersi disponibile per una partecipazione diretta della Provincia nella compagine societaria e/o con altre forme di intervento economico/finanziario (per esempio a convertire in capitale il prestito obbligazionario della Provincia) assicurando la maggioranza pubblica della Azienda;

contribuire a preparare progressivamente le condizioni tramite l’azione della Regione Toscana per la costituzione di un polo lattiero-caseario regionale in cui acquisti consistenza la presenza di produttori ed altri partners privati; mantenendo per la Centrale del latte una stretta integrazione di filiera che è la vera garanzia del mantenimento e sviluppo del sistema socio economico del Mugello…’.

tra l’altro votata oltre che dalla maggioranza da R.C., dai Verdi, da F.I. e U.D.C col solo voto contrario di A.N.

Negli interventi dei consiglieri Campi (Sinistra Democratica) e Marconcini (P.D.C.I) si ribadiva la richiesta del ruolo politico autonomo della Provincia di Firenze ed un suo impegno diretto a garanzia di un mantenimento di controllo pubblico.

L’Assessore Roselli nel suo intervento ha chiaramente manifestato che il disimpegno del Comune di Firenze si porterà dietro automaticamente anche il disimpegno della Provincia.

Prendendo atto di tali dichiarazioni che contraddicevano quanto deliberato nel 2007 la sinistra della maggioranza ha deciso di ritirare le proprie firme dal documento e conseguentemente di esprimere un voto di contrarietà alla mozione di indirizzo, la quale non è stata approvata in quanto il P.D, da solo, non ha ottenuto la maggioranza.

Per cui sono validi formalmente e sostanzialmente gli indirizzi, del dispositivo, sopra citati del 2007 e ne chiedono la loro realizzazione.

Non comprendono questo approccio proprio nel momento in cui il Comune di Firenze sta discutendo il proprio disimpegno sulla Centrale; ritengono invece necessaria una piena disponibilità della Provincia di Firenze in un settore così strategico da un punto di vista economico ed altro, per il nostro territorio”.

Gloria Campi (Sinistra Democratica)
Massimo Marconcini (Comunisti Italiani)

“Nella seduta straordinaria del Consiglio Provinciale del 9 giugno 2008, convocata per discutere la situazione della Centrale del Latte, il Presidente della Giunta diserta, l’Assessore non prende impegni, la maggioranza sbanda, perde alla sua sinistra e il documento presentato dal Pd non viene approvato.

A fronte della dichiarata volontà del Comune di Firenze di considerare non strategica e non in linea con le finalità istituzionali la partecipazione alla Centrale del Latte, la Giunta Provinciale utilizza le reticenze del sindaco Domenici per disimpegnarsi e disattendere così quanto contenuto nella mozione di indirizzi del Consiglio Provinciale dell’aprile 2007: garantire una maggioranza pubblica dell’azienda per qualificare l’attività produttiva, la sua qualità, il rapporto con il territorio e con la zootecnia, i livelli occupazionali.

Di fronte a tale ambiguità i gruppi della sinistra (PRC, PdCI, Verdi, SD) hanno chiesto precisi impegni da parte della Provincia e presentato emendamenti alla risoluzione del PD, che non sono stati accolti, determinando così la non approvazione del suddetto documento.

Il Consiglio respinge il tentativo di disimpegnarsi e liquidare questa esperienza, dopo che sono state investite ingenti risorse pubbliche per il rilancio e l’ammodernamento dell’azienda.

Vista la cattiva figura rimediata in Consiglio Provinciale, il Presidente Renzi e la Giunta hanno ora il dovere di riaprire il confronto con il Comune di Firenze e gli altri soggetti istituzionali per attuare gli indirizzi approvati nell’aprile 2007 e impedire qualsiasi ipotesi di dismissione e privatizzazione della Centrale del Latte.

Come nel caso della Azienda Agraria Mondeggi-Lappeggi, prosegue l’impegno di Rifondazione Comunista, dei Verdi e della sinistra per sostenere il ruolo pubblico in settori strategici per l’economia, l’occupazione e per la salvaguardia del territorio provinciale”.

I Gruppi di Rifondazione Comunista e Verdi


(Sandro Targetti, Lorenzo Verdi,
Andrea Calò, Luca Ragazzo)

“Bocciata la mozione del Pd su Mukkilatte nel Consiglio straordinario chiesto dalle opposizioni di centrodestra. Un voto che dimostra l’inadeguatezza politica e l’assoluta carenza di strategie amministrative sul tema della centrale del latte. Il gruppo del PD in linea con quanto riferito dall’assessore Pietro Roselli, subordinava ogni iniziativa della Provincia alle scelte del Comune di Firenze nonostante il Consiglio avesse approvato nell’aprile 2007 un documento di indirizzo autonomo della provincia stessa e delle sue decisioni in merito alla centrale del latte. L’amministrazione provinciale ha dimostrato quindi di interessarsi della centrale del latte solo ai fini delle nomine nel CdA della stessa, trascurando quindi ogni riflesso sull’economia locale e sulla gestione dell’azienda nei rapporti con i lavoratori. Un altro fallimento della Giunta del presidente Renzi che si avvia alla conclusione del sua mandato elettorale con una maggioranza scomposta e foriera di future sconfitte. Il centrodestra si richiama sulla centrale del latte alla mozione dell’aprile 2007 totalmente disattesa dalla giunta Renzi”.

Forza Italia
Alleanza Nazionale
UDC

“La Sinistra Arcobaleno vota con la destra sulla Centrale del Latte contro un Ordine del Giorno del Partito Democratico, con il ritiro della firma dei Comunisti Italiani e Sinistra Democratica che, pure avevano emendato il documento del PD.

La mozione esprimeva l’esigenza di attendere il pronunciamento dell’amministrazione comunale fiorentina in merito alla valenza strategica della Mukki Latte, detenuta per circa il 70% dal Comune di Firenze. Ciò per consentire una presa di posizione consapevole e basata su un chiaro scenario economico–finanziario da parte della Provincia su una azienda il cui valore è stimato in alcuni milioni di euro.

Tuto ciò ribadendo la validità degli indirizzi già assunti dal Consiglio che esprimevano l’interesse della Provincia a partecipare, a certe condizioni, agli assetti societari dell’azienda, assorbendo altri attori istituzionali. Questa posizione di buon senso istituzionale e amministrativo ha fatto scattare l’ideologismo dei gruppi della Sinistra Arcobaleno che hanno votato assieme alla destra, a cui non è parso il vero di strumentalizzare questa situazione.

Occasione persa per ragionare con lungimiranza e concretezza di una questione importante”.

Riccardo Gori

Capogruppo Partito Democratico

Fonte: Provincia di Firenze