CCIAA Firenze e le operazioni immobiliari discutibili.

maggio 4, 2009

Come avevamo detto in un articolo precedente, ci risultava strano che un ente come la Camera di Commercio, operasse tramite una società di capitali, una spa.

Per la verità la CCIAA di società ne ha fatte molte, e tutte di diritto privato, di capitale, dove  di interesse pubblico ormai non si parla più.

La cosa assurda è che proprio nell’atto di acquisire e pianificare la gestione di nuovi sedi con l’acquisto di immobili, viene usata una società che era vuota, creata probabilmente ad hoc, la Soc. PIETRO LEOPOLDO S.R.L.. 

Nel Luglio 2008, tale società acquista e rileva l’edificio denominato “Logge del Grano”, ex Cinema Capitol.

200px-ex-cinema_capitol_01Questo immobile è oggetto di una storia tutta da verificare. I proprietari erano i Benetton, che avevano fatto un operazione milionaria, che in 10 anni aveva solo portato debiti e non utili.

L’obbiettivo dei Benetton era quello di creare un centro commerciale di lusso, in vista dell’apertura dell’uscita degli Ufizzi e della costruzione della pensilina di Isozaki.

Questa ipotesi di pensilina moderna e futuristica, caldeggiata da tutti i politici dell’estailishment fiorentino, probabilmente per difendere gli interessi di un gruppo privato imprenditoriale, non si è ancora avverata.

Tant’è che gli affitti dell’immobile non decollavano e così la proprietà non sapeva che pesci prendere.

Per fortuna che alla CCIAA serviva, in maniera impellente quella sede per allargare gli uffici, e così il nostro ente fiorentino del commercio salva i Benetton dalle perdite, comprando l’immobile a prezzi non concorrenziali.

Ecco il testo di spiegazione dell’operazione pubblicato dalla società:

La CCIAA di Firenze ha costituito la Società immobiliare per gestire i nuovi assetti immobiliari del patrimonio della Camera e la ristrutturazione della sede camerale. La società ha acquisito, nel giugno 2008, la proprietà del palazzo denominato “Logge del Grano” che ospiterà, secondo una turnazione ancora da stabilire, gli uffici camerali, durante la fase di ristrutturazione della sede di Piazza Giudici. Contemporaneamente la società ha anche il compito di gestire e valorizzare tutto il patrimonio immobiliare ricevuto in usufrutto dalla Camera di Commercio: in tale ottica si inserisce ad esempio il contratto di affitto stipulato con H&M, relativamente alla parte commerciale del palazzo denominato Borsa Merci.

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Frode alimentare, quale ruolo per la Centrale del Latte di Firenze ( Mukki) ?

settembre 4, 2008

Comunicato stampa Unaltracitta’/Unaltromondo

Frodi alimentari: Qual e’ il ruolo della Centrale del Latte di Firenze nell’inchiesta della Procura di Cremona?

Quale e’ il ruolo della Centrale del Latte di Firenze, partecipata al 63% dal Comune, nella frode oggetto di inchiesta della Procura di Cremona?

Quali sono i meccanismi di tutela della salute dei consumatori che la Centrale del Latte ha previsto e attivato?

Lo chiede  Unaltracitta’/Unaltromondo preannunciando un’interrogazione urgente vista l’esistenza di un’inchiesta del PM Francesco Messina sulla frode che ha permesso l’immissione sul mercato alimentare di formaggi e latticini scaduti e avariati destinati allo smaltimento e considerato che la Centrale del Latte di Firenze viene esplicitamente chiamata in causa in tale inchiesta.


Camera di Commercio ed il gioco delle “scatole cinesi”.

agosto 25, 2008

Il presidente Mantellassi abbiamo visto che è “omnipresente” in tante società.

Una di queste è la Soc. PIETRO LEOPOLDO S.R.L..

Cosa fà questa società?


Attività esercitata:
ACQUISTO, VENDITA, PROGETTAZIONE, COSTRUZIONE, LOCAZIONE, SUBLOCAZIONE, MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA, TRASFORMAZIONE, AMMINISTRAZIONE E GESTIONE IN PROPRIO E PER CONTO TERZI DI BENI IMMOBILI; PRESTAZIONE DI SERVIZI TECNICI, ORGANIZZATIVI ED AMMINISTRATIVI ALLE IMPRESE IN CUI ESSA PARTECIPA ED AI SOGGETTI TERZI DI CUI GESTISCA GLI IMMOBILI, COMPRESE LE ATTIVITA’ PROMOZIONALI AD ESSE CONNESSE, ANCHE FINALIZZATE ALL’ESERCIZIO DI ATTIVITA’ DI INDIRIZZO.

Quanti dirigenti ci sono?

Sempre dalla scheda sopracitata si evince che ci sono molti consiglieri e revisori di conti, quindi avrà un gran lavoro da svolgere.

MANTELLASSI LUCA     PRESIDENTE C.D.A.

BANDINELLI CRISTINA     CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE
BETTI RAFFAELLO     CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE

BETTINI SILVANO     CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE

BOCCI ENRICO     CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE
MARINI ALBERTO     CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE

ZAMBELLI LUCIANO     CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE
SERACINI MARCO     PRESIDENTE COLLEGIO SINDACALE

LODOVICHI LODOVICO     SINDACO REVISORE EFFETTIVO

MAZZOLI MILENA     SINDACO REVISORE EFFETTIVO
GIORGETTI MARCO     SINDACO REVISORE SUPPLENTE
VIGNOLI STEFANO     SINDACO REVISORE SUPPLENTE

Componenti di nomina propria
MANTELLASSI LUCA     PRESIDENTE C.D.A.     184 del 08/10/2007
BANDINELLI CRISTINA     CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE     184 del 08/10/2007
BETTI RAFFAELLO     CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE     184 del 08/10/2007
BETTINI SILVANO     CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE     184 del 08/10/2007
BOCCI ENRICO     CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE     184 del 08/10/2007
MARINI ALBERTO     CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE     91 del 06/05/2008
ZAMBELLI LUCIANO     CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE     184 del 08/10/2007
SERACINI MARCO     PRESIDENTE COLLEGIO SINDACALE     184 del 08/10/2007
LODOVICHI LODOVICO     SINDACO REVISORE EFFETTIVO     184 del 08/10/2007
MAZZOLI MILENA     SINDACO REVISORE EFFETTIVO     184 del 08/10/2007
GIORGETTI MARCO     SINDACO REVISORE SUPPLENTE     16 del 11/10/2007
VIGNOLI STEFANO     SINDACO REVISORE SUPPLENTE

Invece ecco che non troviamo motivo della sua esistenza.

CashFlow

Soci

utile netto


Camera di Commercio di Firenze: il Presidente. “Omnipresente”.

agosto 20, 2008

Dalla scheda sul sito ufficiale della Camera di Commercio:

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Il Presidente

Il Presidente della Camera di Commercio, Luca Mantellassi Luca Mantellassi, imprenditore fiorentino del settore moda, è l’attuale Presidente (il decimo dal Dopoguerra) della Camera di Commercio di Firenze.

Nato nel 1957. Laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Firenze, segue un corso breve post-laurea presso la Bocconi di Milano su “Controllo di gestione piccole e medie imprese”.

Dal febbraio 1999 è Presidente della Camera di Commercio di Firenze.

È inoltre: Presidente dell’Assemblea dei soci di Unioncamere Toscana, di ITF Italian Textile Fashion, della Fondazione Farmacogenomica Fiorgen e della Soc. Pietro Leopoldo Srl.

È Vicepresidente di Eurochambres, di Pitti Immagine Srl, del Centro di Produzione Musicale “Tempo Reale”, dell’ Associazione per il piano strategico dell’area metropolitana fiorentina Firenze Futura.

Fa parte del Consiglio di Amministrazione di: Centro di Firenze per la Moda Italiana, Infocamere, Unioncamere Italiana, Unioncamere Toscana, Università Internazionale dell’Arte, Borsa Merci Telematica Italiana BMTI, Tecno Holding, Genalta, Firenze Mobilità, Metropolis, SIT Società Infrastrutture Toscane, Italconsult, Fondazione Firgem, Fondazione Montedomini.

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Ci domandiamo: come farà ad essere presente a tutti i consigli di amministrazione?

E’ forse per questo che la sua azienda ha rischiato il fallimento e ha subito un forte ridimensionamento?

E’ uomo di imparzialità che può garantire ai cittadini ed agli imprenditori trasparenza delle regole?


Frode alimentare, quale ruolo per la Centrale del Latte di Firenze (Mukki)?

luglio 6, 2008

Comunicato stampa Unaltracitta’/Unaltromondo

Frodi alimentari: Qual e’ il ruolo della Centrale del Latte di Firenze
nell’inchiesta della Procura di Cremona?

Quale e’ il ruolo della Centrale del Latte di Firenze, partecipata al
63% dal Comune, nella frode oggetto di inchiesta della Procura di
Cremona? Quali sono i meccanismi di tutela della salute dei
consumatori che la Centrale del Latte ha previsto e attivato? Lo
chiede  Unaltracitta’/Unaltromondo preannunciando un’interrogazione
urgente vista l’esistenza di un’inchiesta del PM Francesco Messina
sulla frode che ha permesso l’immissione sul mercato alimentare di
formaggi e latticini scaduti e avariati destinati allo smaltimento e
considerato che la Centrale del Latte di Firenze viene esplicitamente
chiamata in causa in tale inchiesta.


Giochi di potere all’interno della sinistra, sulla Mukki Latte.

giugno 18, 2008

dal sito della CGIL:

Mukkilatte, ora entrano in gioco anche le “correnti” della Margherita

I retroscena sull’operazione di salvataggio della Centrale del Latte. I timori dei sindacati

di Osvaldo Sabato sull’Unità 1/3/2007

PAGINATE sui nuovi assetti societari della Mukki latte. Polemiche incrociate e sotterranee, allusioni e altro. «Ora basta» tuona la Rsu della Centrale del
latte. «La vecchia proprietà ed i nuovi interessati siano seri e responsabili nel difendere i propri interessi» scrivono sempre i sindacati «ma lo siano di più nel cercare la rapida conclusione ad una vicenda che rischia di diventare la novella dello stento» concludono.

Il riferimento è al nuovo assetto azionario, che dovrebbe emergere dopo le intenzioni di Pistoia e Livorno di vendere le loro quote azionarie. Ma venderle a chi? Alla Provincia di Firenze sono state offerte queste quote e il presidente Matteo Renzi , non ha chiuso la porta in faccia all’operazione salvataggio.

Ma se per la Provincia pare che non ci siano problemi a mettere le mani sul pacchetto azionario del consorzio provinciale livornese (il 12%), lo stesso non si può dire per quello che è nella mani del comune di Pistoia (il 32,71%). In questo caso per Renzi si starebbero materializzando due problemi: la voglia di Pistoia di far cassa quanto è più possibile e la “freddezza” del vicesindaco di Pistoia Luca Iozzelli, della Margherita come Renzi, che non ha nessuna intenzione di far passare il giovane presidente della Provincia di Firenze come il salvatore della Mukkilatte. E qui entrano in gioco anche le variabili interne alle correnti della Margherita: Iozzelli è infatti un fedelissimo del segretario regionale Antonello Giacomelli (area Popolare), mentre Renzi è un rutelliano.

Veleni e sgambetti, che potrebbero saltare se, come chiede Pistoia, dovrebbe toccare a Fidi-Toscana il compito di far valutare le quote in suo possesso. Però sia Palazzo Vecchio, che la Provincia, vorrebbero che fosse invece un perito del Tribunale a fare questa operazione (è un perito oggettivo) dicono. Se così fosse la Provincia di Firenze si troverebbe a dover sborsare troppi soldi in più con riflessi preoccupanti e immediati sul suo bilancio. In questo scenario poi si inserisce il Comune di Firenze (proprietario del 55% delle azioni) che ha una carta importante da giocare: il conferimento alla Mukki del terreno della nuova centrale del latte.

Ma in questa fase sarebbe conveniente fare questo passaggio? Gli strateghi finanziari, stanno valutando tutte le ipotesi. Nell’attesa, Palazzo Vecchio vedrebbe favorevolmente l’ingresso della Provincia di Firenze perché in questo modo ci sarebbero ulteriori garanzie per gli interessi degli allevatori del Mugello. Quest’ultimi, inoltre, potrebbero creare una filiera con quelli di Siena e Grosseto, benedetta anche dalla Regione. Sarebbe un modo per dare ancora più forza al legame fra gli allevatori toscani e un’azienda che ha una forte connotazione territoriale. Anche i sindacati sarebbero d’accordo con questa nuova “mission” della Mukki. Naturalmente tutto ciò sarà possibile con la proprietà in mani pubbliche. Perché con i privati sarebbe un’altra storia. Insomma, si studiano diverse soluzioni per il futuro della centrale, che sicuramente avrà un nuovo presidente. Infatti pare che per il verde Franco Cervelin, il tempo sia ormai scaduto.


Il Comune di Firenze sta svendendo le sue partecipazioni?

giugno 17, 2008

Da un articolo sul sito della CGIL, si intuisce come il comune di Firenze sia indebitato in maniera determinante per le grandi opere faraoniche ed inutili, ed inoltre per le scelte sbagliate di un amministrazione poco accorta ed assente dalla città.

Ecco il testo:

FINANZIARIA
Centrale latte Adf, Fiera, Sat Il Comune lascia le spa
Secondo Albini Mercafir non dovrà essere dismessa
MARZIO FATUCCHI su la Repubblica 22/10/2007

La Centrale del Latte è di nuovo sul mercato. E´ la nuova legge Finanziaria che obbliga Palazzo Vecchio a disfarsi della storica società messa in piedi da Giorgio La Pira. L´articolo 87 del disegno di legge impone agli enti locali di non creare, né «assumere o mantenere, direttamente o indirettamente» azioni di società «non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali». E produrre latte non lo è, secondo il sindaco Leonardo Domenici, come ha ripetuto più volte prima e dopo la fallita privatizzazione del 2003 (doveva entrare Parmalat, poi sfumò tutto): «Non credo sia compito di un Comune produrre latte, mozzarelle e yogurt». Ma non è la sola spa da dismettere: via le quote in Adf e Sat, non è compito del Comune organizzare il trasporto aereo. Pure Firenze Fiera: non rientra tra gli scopi di Palazzo Vecchio organizzare congressi e esposizioni. In dubbio anche Afam, non è più compito dei Comuni vendere farmaci come organizzare il commercio all´ingrosso: via anche la Mercafir. E con le quote delle spa, salta per Palazzo Vecchio la possibilità di indicarne i Cda: presidenti, membri e sindaci revisori.

«Lo sapevamo, stiamo cercando di interpretare il testo» risponde l´assessore alle aziende partecipate Tea Albini. Pochi dubbi sulla Centrale, «al 90 per cento rientra tra quelle da vendere», Albini si dice incerta sulle altre: «Adf e Sat sembrerebbero fuori, ma sono quotate in borsa, forse ci sarà una salvaguardia. Afam ha una relazione con la Società della salute. Firenze Fiera? Il sistema fieristico serve per valorizzare la città». Giudizi da ricercare nelle pieghe degli statuti delle aziende. La Mercafir invece per Albini è salva: «Gestisce anche l´area mercatale, di competenza pubblica». E´ certo l´addio per le quote (simboliche) di Banca Etica. Ma l´obbligo di vendere entro 18 mesi è una iattura, per Albini: «Quando uno è costretto a vendere, la fa in condizioni peggiori». Un problema anche per la Cgil: «Siamo preoccupati per le possibili ripercussioni negative sui lavoratori» dice il segretario della Camera del lavoro di Firenze, Mauro Fuso. E così, dopo che il capitale della Centrale è salito a 30 milioni di euro e sembrava sfumato l´ingresso della Provincia, si riapre il capitolo privatizzazione della Mukki, che ha provocato scontri pesantissimi in maggioranza.